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Il Blog dei Comunisti Italiani della Calabria

Non toccate le legge 194

pdcicalabria | 09 Febbraio, 2008 22:26

La sezione della FGCI di Roccella Jonica “Ernesto Guevara” sarà presente giorno 11 febbraio alle ore 17.00, in occasione del triste anniversario della firma dei patti Lateranensi, davanti al consultorio familiare sito in via Cavone in difesa della Legge 194/78. Scenderemo nelle strade a volantinare ed a manifestare il nostro più profondo sgomento per la ripugnante proposta di moratoria sull’aborto, avanzata da Giuliano Ferrara, che costituisce l’ennesimo attacco contro la libertà delle donne e che vuole stabilire un vile paragone con la grande conquista rappresentata dalla moratoria sulla pena di morte, ponendo sullo stesso piano donne, che responsabilmente decidono della propria vita, con Stati che si arrogano il diritto di uccidere un essere umano! La FGCI condanna il vile attacco rivolto ad una generazione intera, al movimento femminista, alle lotte portate avanti da donne e uomini che riuscirono a far prendere coscienza del problema allo Stato e, il 22 maggio del 1978, a promulgare la tanto attesa legge 194, legge che consente entro i primi 90 giorni l’interruzione di gravidanza per motivi che comporterebbero gravi pregiudizi alla donna come quelli economici, sociali, fisici, psichici, per malformazioni del nascituro o per le circostanze in cui è avvenuto il concepimento (violenza sessuale). Scenderemo nelle piazze di tutta Italia per chiedere nuove politiche di prevenzione, di promozione e diffusione della contraccezione nelle scuole; lo stanziamento di risorse per il potenziamento dei consultori pubblici; la garanzia della presenza di mediatori linguistici in tutte le strutture socio sanitarie pubbliche; l’applicazione della legge 194 in tutte le sue parti per evitare modifiche e interferenze che porterebbero indietro l’Italia di qualche secolo. Davanti a questo scenario chiediamo che sia abolita la possibilità di assumere personale medico e paramedico nelle strutture pubbliche dove si pratica l’interruzione volontaria di gravidanza e difendiamo energicamente l’operato di chi, a servizio dell’intero paese, opera perché sia garantita la massima assistenza alle donne che scelgono l’aborto. La libertà delle donne è misura di libertà e di democrazia per l’intera società: oggi lo ribadiamo con forza, convinti che toccare la 194 significhi attaccare i diritti di tutto il paese. Le nascite si difendono abrogando la legge 30 e il precariato, che impediscono ai giovani di farsi una famiglia, non criminalizzando chi compie consapevolmente una scelta, pur sempre drammatica. CON LE DONNE, CON LA LEGGE 194, CONTRO LA PROPOSTA DI MORATORIA SULL’ABORTO DI GIULIANO FERRARA, PER L’ABOLIZIONE DELL’OBIEZIONE DI COSCIENZA.

DISONORATA SANITA'

pdcicalabria | 30 Gennaio, 2008 01:22

L’inchiesta della Dda di Reggio Calabria getta una luce inquietante sulla gestione della Sanità calabrese e fa emergere un sistema di intrecci politico-affaristico-mafiosi che vivono all’ombra della spesa sanitaria. Emerge un vero e proprio verminaio della Sanità calabrese che rappresenta un punto di caduta verticale delle istituzioni e della democrazia calabrese che rischia di essere definitivamente travolta nella sua immagine e credibilità. Noi Comunisti Italiani fin dal gennaio 2005 avevamo detto, isolati da tutti, chiaramente e pubblicamente no al passaggio del consigliere regionale Crea nel centrosinistra e alla sua candidatura nella lista della Margherita. La nostra, purtroppo, rimase una voce inascoltata e isolata e prevalse la logica del trasversalismo e del trasformismo. Quanto accaduto in queste ore conferma che avevamo visto giusto anche se, purtroppo, non abbiamo avuto la forza per far prevalere la nostra posizione. Oggi è necessario prendere atto, che la Margherita e il centro sinistra allora hanno commesso un grave errore, e assumere decisioni e scelte forti e indiscutibili per rispondere con determinazione alla gravità inaudita dei comportamenti criminali che l’operazione “Onorata Sanità” ha fatto emergere. Fatti criminali, è bene precisare, avvenuti nella precedente gestione di centro-destra della Regione Calabria. In questo contesto la dichiarazione rilasciata dall’on. Galati risulta incredibile visto che il consigliere regionale Domenico Crea proviene dal suo partito di cui è stato anche assessore regionale e da oltre un anno è tornato nel centrodestra, essendo diventato capogruppo alla Regione del “Movimento per l’autonomia”, senza alcuna opposizione tanto meno da parte dell’onorevole Galati. Adesso è necessario che tutti i responsabili del sistema politico-mafioso che avevano messo le mani su pezzi fondamentali della sanità calabrese vengano colpiti con la massima durezza, recidendo gli intrecci affaristici e mafiosi, inoltre, occorre una risposta politica e amministrativa forte ed assolutamente straordinaria per fare piazza pulita di tutte le complicità, le connivenze, le inerzie e le inadempienze che si susseguono nel comparto sanitario. Il PdCI della Calabria, giudicando positivamente i primi provvedimenti assunti dalla Giunta regionale, chiede di andare avanti nell’azione di bonifica e di disboscamento con misure e provvedimenti esemplari per fermare lo scempio della Sanità calabrese.
 
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